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Scendendo lungo la statale che da Aprica raggiunge la Valle dell'Adda, dopo tre chilometri, appare sulla sinistra una profonda spaccatura tra le montagne. È l'inizio della Val Belviso, sulla quale hanno competenza amministrativa i Comuni di Aprica e Teglio. Dalla nazionale ci si immette su una strada asfaltata che scende fino alla contrada di Liscedo e, successivamente, raggiunge l'invaso artificiale di Ganda. Proprio sopra questa piccola diga la via si divide in due tronconi: a destra verso Carona, a sinistra verso la Val Belviso. La Valle ha conservato buona parte del proprio fascino. Le ripide balze iniziali conducono in Valle Aperta e, in seguito, sempre salendo gradatamente, alle case di S. Paolo. Si tratta di alcune costruzioni rurali; nelle vicinanze si trova la Chiesetta di S. Paolo, di cui si ha notizia dell'esistenza intorno al XVI° secolo. |
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Proprio a S. Paolo la Valle si allarga, per poi tornare a restringersi un po' più a monte, ove si erge il muro di sbarramento dell'invaso artificiale di Frera. Questa diga, costruita negli anni '50 e dalla capacità complessiva di oltre 50 milioni di mc. d'acqua, ha coperto la zona più bella dell'intera vallata: la "Mandra". Il paesaggio tuttavia, quando il bacino è pieno, non ne risente ed anzi il lago artificiale, visto dalla strada che lo costeggia sulla sponda sinistra, è suggestivo. Gli immissari provengono dalle vallate laterali e dalla testata della Valle. Importanti soprattutto quelle sul versante sinistro, tra le quali la Valle di Campo e quella del Demignone sono le principali; mentre sulla destra primeggia per bellezza la zona dei laghi di Torena. Nonostante sia l'unica tra quelle descritte ad ospitare un lago artificiale e, di conseguenza, ad essere interessata dalla captazione delle acque a fini idroelettrici, la Val Belviso ha un fascino speciale.È tuttora il regno del camoscio ed il cuore della ultra-centenaria Azienda faunistica Val Belviso-Barbellino, nonché il lembo orientale del Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi.
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