Aprica e i suoi murales


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Aprica murales

I murales nelle contrade di Aprica

Realizzati in tre delle sei contrade di Aprica: S. Maria, Dosso e S. Pietro, i murales sono opera di Alcide Pancot, artista conosciuto anche fuori dalla Valtellina. Commissionati dal Comune, ebbero inizio nel 2000 con l’intento di divulgare in modo piacevole la storia di Aprica e di illustrare la flora e fauna alpine, invitando i visitatori a girovare qua e là per le sue contrade. “La caccia all’orso” in contrada S. Maria fu il primo della serie di sedici murales, affrescati sui muri delle case del caratteristico borgo il cui simbolo è la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta. Successivamente furono realizzati quelli in contrada Dosso, raffiguranti i fiori di montagna, dipinti nel loro ambiente endemico, proprio come si vedono percorrendo impervi sentieri in alta quota e infine gli ultimi in contrada S. Pietro, dove gli imponenti animali delle alpi, quali l’orso, l’aquila, il camoscio, fanno bella mostra di sé in artistiche e fantasiose conici. Provvisti di targhette esplicative quelli in contrada S. Maria, gli altri sono semplicemente datati e firmati dall’autore, lasciando così libera la fantasia del visitatore di spaziare tra pendii rocciosi, boschi di larici e laghetti dalle acque cristalline. Ciononostante per chi volesse acquisire conoscenze specifiche sui diversi soggetti, può aprire i qr che contraddistingono ogni singolo murales. Natura, fantasia, colore, in perfetto equilibrio colpiscono l’attenzione di coloro che si cimentano in un percorso artistico-culturale che vi invitiamo ad iniziare dall’Infopoint, dove sulla colonna di destra dell’edificio sono rappresentati: l’aquila, la marmotta, due galli cedroni maschi e una femmina, un imponente cervo e un camoscio, mentre su quella di sinistra  giocatori di golf, tennis, climber, sciatori di fondo e di sci alpino con la riflessione di Alcide che nel dipingere pensava all’impegno preso: ben 46 murales avrebbe dovuto realizzare! “Era per me una sfida, ma sentivo di averne le capacità, ero carico di entusiasmo e nulla poteva fermarmi dal buttarmi anima e corpo in quell’eroica impresa; affinare la tecnica, trovare i materiali migliori che resistessero al tempo, per garantire un risultato ottimale. Abbandonarmi al piacere di dipingere che sapevo mi avrebbe fatto vivere momenti magici e dato soddisfazioni impagabili!”

Insieme all’autore scopriamo sentimenti, emozioni, progetti che lo hanno accompagnato durante i lavori;

“Questo progetto nasce nel 1999, per merito  dell'ex sindaco di Aprica, Maurizio Bosoni, e Dino Negri, che mi chiesero se fossi interessato a dipingere dei murales nelle contrade del paese, perché avevano visto in casa di un loro amico, un mio dipinto raffigurante un personaggio di Walt Disney, che gli era piacciuto. I primi murales, che raffigurano un gallo cedrone e degli atleti, visibili sulla torre del Centro Direzionale e Infopoint risalgono al 1999, quando Marco Pantani vinse la tappa del Giro d'Italia ma fu squalificato per doping. Nel 2000 ho iniziato il primo murale – “Caccia all'orso” – a S. Maria. La scena raffigurata è frutto della mia immaginazione, a differenza di tutti gli altri murales per i quali avevo un modello di riferimento. Nel 2002 ho iniziato a dipingere i murales in contrada Dosso, dove ho dipinto i fiori di alta montagna nel loro ambiente endemico. Ad esempio, il murale n. 1 rappresenta la violetta Comolli, fiore presente solo in Valtellina. Ho rappresentato l'ambiente naturale dei fiori assecondando la mia creatività, ma anche le richieste di alcuni proprietari che mi chiedevano di aggiungere elementi specifici, come il lago Torena, gli alpini, un camoscio, mucche al pascolo, ecc. Quando accettai questo incarico, pensai sinceramente di non essere all'altezza delle aspettative, ma la  paura svanì non appena ricevetti commenti positivi dalle persone che mi osservavano, mentre ero all'opera. Mi hanno aiutato a dare il meglio di me, alleviando la fatica di dover lavorare per ore in posizioni scomode, su un'impalcatura. Anche il trovare colori che durassero nel tempo, non è stato un compito facile; per la maggior parte dei murales ho infatti usato la pittura a tempera per esterni, mentre per gli animali della contrada S. Pietro ho voluto sperimentare, con ottimi risultati, la tecnica a smalto. È stata un'esperienza entusiasmante perché, oltre al piacere di dipingere, ho avuto l'opportunità di conoscere molte persone del posto e di essere invitato a pranzo, felici che valorizzassi le loro case  con la mia arte. Anche se sono contento del risultato, voglio sempre fare meglio, per esempio ad oggi, vorrei rifare quei murales che si sono deteriorati, ritoccarne altri e finire i pochi che restano da fare. Quindi, se fate un giro delle contrade, potreste incontrarmi in attività di restauro. Mi emoziona sempre, quando sento che le persone apprezzano la mia arte".

Riguardo l'autore, Alcide Pancot

"Murales d'Aprica" di Luisa Moraschinelli

"I paesi dipinti della Lombardia" e "I 66 Borghi dipinti d'Italia"