Tradizione


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Tradizione

Aprica affonda le proprie radici nella tradizione contadina tipicamente alpina. Visitandola, ci si può stupire di non trovare un centro storico: sono 6, infatti, le contrade in cui nacque il paese e in alcune delle quali si può ancora respirare un’aria di passato, non così lontano, complici anche i murales, ad esempio a S. Maria. Se la vita contadina ha lasciato spazio alla vocazione turistica, tanti usi e costumi non sono andati perduti.

Quello più sentito è il Sunà da mars, la festa folkloristica legata al risveglio della natura in primavera, nella quale si “chiama l’erba” a suon di campanacci. I cortei degli scampanatori partono dalle diverse contrade e si ritrovano in Piazza delle sei contrade a degustare il mach, piatto tipico di questa festa che si tiene a fine febbraio.

Un’altra tradizione che i bambini festeggiano il giorno dell’Epifania è il Gabinat: incontrandosi, o andando appositamente a visitare parenti e amici, necessariamente entro mezzogiorno, bisogna essere più veloci dell’altro nel pronunciare proprio gabinat per avere diritto ad un dono (l’origine del nome si dice essere tedesca e significa notte dei doni). Un tempo per i bambini voleva dire ricevere semplicemente noci e castagne, per i più fortunati un mandarino. Oggi sono caramelle e cioccolatini: potremmo dire che il dolcetto-scherzetto non sia certo un’invenzione americana…

La presenza di allevamenti che nei mesi estivi si spostano sugli alpeggi mantiene viva, a fine stagione, la tradizione della transumanza, nella quale le mandrie, addobbate a festa, in una lenta processione scendono a valle e si festeggia la fine dell’estate.

Non è poi inusuale in paese sentire citare detti e proverbi in dialetto, sempre legati alla robusta cultura contadina, all’andamento delle stagioni, al meteo, in generale alla saggezza popolare, che ancora trovano riscontro ai giorni nostri.

Nell’intento di mantenere vive le tradizioni, avvicinandole alla nuova veste turistica di Aprica, la contrada S. Pietro e la contrada S. Maria, due dei nuclei storici del paese, organizzano, in differenti momenti dell’anno, a carnevale e nel mese di luglio, due eventi molto sentiti dalla popolazione. Si tratta rispettivamente della Festa par i sciori e de I tep d’ina olta. In entrambe le occasioni, le contrade vestite a festa fanno, e permettono di fare a chi ha la possibilità di partecipare, un bellissimo tuffo nel passato. Mettendo in mostra arti e mestieri di un tempo, preparando piatti e prodotti tipici della tradizione dal panvì ai chisciöi, i contradaioli vestiti con i costumi tipici si adoperano per riscoprire al meglio l’atmosfera contadina, semplice e autentica, nella cornice pittoresca delle contrade. A I tep d’ina olta, in collaborazione con le cantine, è possibile degustare i prestigiosi vini di Valtellina.